Credi che sia la mancanza di tempo il motivo che ti impedisce di allenarti? Allora leggi qui

Stando alle ultime statistiche, solamente 2 italiane su 10 si allenano in modo regolare. Una delle principali motivazioni riportate dalle donne che non praticano attività motoria è la mancanza di tempo. Potrebbe anche essere vero. Ma il problema non è la risposta data, quanto la domanda fatta. Se qualcuno mi dovesse chiedere per quale motivo non preparo il pane a casa potrei rispondere tranquillamente che non ho tempo. Ma vuoi sapere la verità? Non mi va di farlo perché so di non essere bravo a farlo e non mi verrebbe mai bene come quello che compro al forno sotto casa. Sempre di tempo stiamo parlando, ma non di quanto ne abbiamo a disposizione, quanto di come investire il tempo che abbiamo a disposizione.

mancanza di tempo

Davvero non hai tempo?

Torniamo al mondo del fitness. La domanda è sempre quella “perché non ti alleni?”. Risposta semplice “per mancanza di tempo”.

Riposta lunga:
“Perché non voglio investire troppo tempo in qualcosa in cui so di non sento di essere portata. Ho pure provato ad allenarmi eh, solo che non veniva il fisico che desideravo. E invece prendi mia cugina, che aveva iniziato ad allenarsi con me. Lei dopo 2 mesi era diventata tutta asciutta e quando posta le foto in costume su Instagram riceve un sacco di like e tutte le chiedono consigli (a proposito di tua cugina, leggi qui se vuoi sapere perché non può diventare la tua trainer). Quindi ho pensato; buon per lei ma a me chi me lo fa fare di investire tutto questo tempo in qualcosa per cui chiaramente non sono portata? No no, il tempo ce l’avrei pure ma preferisco fare altro.”

Prima di continuare allora ti chiedo un favore. Se mai dovessi finire dentro un campione rappresentativo di quelle donne che non si allenano, ti prego di essere onesta e di dire che si, il tempo lo avresti ma proprio non ti va di sprecarlo in qualcosa per cui non ti senti portata. Sai perché ti chiedo questo favore? Perché stanno spuntando come funghi corsi di allenamento che puntano a ridurre il tempo: solo 30 minuti per stare in forma; 20 minuti e sei al top; dammi solo 7 minuti e ti trasformo dalla testa ai piedi!

O forse il motivo è che non ti senti portata?

Ora, non è che si pretende da te di entrare in palestra quando c’è il sole e uscire con il favore delle tenebre. Non lo faccio neanche io e non lo consiglierei a nessuno. Ma cavolo, un’ora siamo ancora in grado tutti di prendercela senza togliere tempo ad altre attività indispensabili per la nostra sopravvivenza!

Tra l’altro questi programmi salva-tempo sono ad altissima intensità (e quindi paradossalmente inaccessibili per chi ha un livello di preparazione medio basso; che sono le stesse persone che molto probabilmente dichiarano di non avere tempo) oppure dichiarano di funzionare solo grazie all’utilizzo di accessori miracolosi che potenziano lo stimolo allenante. Dubito fortemente che questi orpelli – creme, integratori eccetera – funzionino veramente; la cosa sicura, invece, è che il prezzo della singola seduta di allenamento in questo modo sale vertiginosamente. Insomma, il mercato si sta inventando soluzioni ad un problema che non esiste (la mancanza di tempo) invece di promuovere e portare avanti la battaglia per valorizzare un altro aspetto. Ovvero che ogni persona deve sentirsi portata e mai fuori luogo quando si allena perché i benefici che ne ottiene, qualunque siano la sua condizione e le sue finalità, superano di gran lunga le energie spese nel dedicarci il giusto tempo.

E come si fa? Intanto partendo dalla cultura. E in particolare dalla cultura dello sport e l’esercizio fisico al femminile. Forse non lo sai, ma seppure esiste una differenza fisiologica tra uomini e donne (in termini di quantità di massa muscolare e profilo ormonale) che può incidere sulla prestazione motoria, in realtà la differenza maggiore è a livello culturale. Le bambine vengono incoraggiate in attività “femminili” come giocare con le bambole o cucinare. Mentre per i maschi è normale praticare fin dalla più tenera età attività motorie come correre, arrampicarsi sugli alberi eccetera. In altre parole, fin da subito ci si aspetta che le femmine pratichino meno attività motoria dei maschi. Allora non deve stupire il fatto che fino a qualche decennio fa, le donne non partecipavano a tutte le discipline dell’atletica leggera.

Gli uomini si, le donne no

Da qualche anno la musica è cambiata ma il divario resta, e ancora oggi lo sport parla al maschile. Ribadiamolo, senza alcun motivo a livello fisiologico. Infatti data la stessa quantità di massa muscolare, uomini e donne sono in grado di esprimere lo stesso livello di forza. Ma a livello sociale le cose cambiano e le donne sono scoraggiate a svolgere attività sportiva e ad allenarsi in generale. Magari qualcosa di leggero, fatto solo per motivi igienici, per perdere qualche chilo o far passare il dolore al collo. Ma niente di più. E sono eccezioni più che rarità i racconti di donne che salgono agli onori della cronaca per aver intrapreso una qualche impresa sportiva. Anzi, spesso si sente parlare di loro solo quando vincono qualche premio mentre sappiamo vita morte e miracoli del cugino del portiere di riserva della squadra di calcio della parrocchia.

Tutto questo aiuta a far passare il messaggio che le donne in generale non sono portate per allenarsi e che a meno di casi eccezionali, il gioco non vale la candela e che tanto vale non investire del tempo in qualcosa per cui non si è portate.
E quindi, va bene che per un semplice motivo di natura culturale ti venga impedito di cimentarti in qualche attività?

Non voglio fare la voce fuori dal coro. Semplicemente non mi va giù che una bambina nata oggi possa pensare che non valga sempre la pena dedicare del tempo ad allenarsi. Perché fa bene, certo, ma anche perché è una sincera e concreta forma di libertà. Nell’esprimere al meglio il proprio potenziale motorio e non solo. Allenarsi contribuisce a porsi nella condizione mentale di non sentirsi mai fuori luogo, inadatta e soprattutto in grado di intraprendere qualunque sfida a testa alta.

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